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Intervista a Leonard Nika

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Intervista a Leonard Nika

Fabrizio Gasbarro e Leonard Nika sono gli autentici mattatori della stagione agonistica italiana 2010 di SUP Race. Abbiamo intervistato Leonard, un ragazzo che, gare a parte, vive il mare a 360°!

La stagione agonistica SUP Race, con il puntuale confronto fra Fabrizio e Leonard, ci ha riportato alla mente gli epici duelli ciclistici fra Coppi e Bartali. Se dopo le prime prove eravamo quasi tentati di affibbiare a Leonard la non troppo desiderabile etichetta di “eterno secondo”, proprio in questo finale di stagione le posizioni si sono invertite. Infatti,  nella Jever Cup di Amburgo a fronte del decimo posto conseguito da Leonard, Fabrizio non è andata oltre il quattordicesimo piazzamento, e la recente gara di Bergeggi ha visto Leonard finalmente prevalere sul “Gas” stesso. 

Intervista a Leonard Nika

 

SUP.it: A nome di tutti i nostri visitatori, benvenuto su www.standuppaddling.it, Leonard. Il tuo non è propriamente un nome italiano. Puoi dirci qualcosa di te?

Leonard: Aloha , mi chiamo Leonard Nika ho 23 anni e sono di origine albanese, vivo a Roma da 15 anni, più    precisamente sulla costa romana, tra Ostia e Torvaianica. Amo il mare , le onde, viaggiare, conoscere nuove culture e mangiare cibi di ogni genere. La cosa che proprio non riesco a fare è stare per lungo tempo in un posto dove non c'è il mare. Quando ero piccolo passavo 360 giorni dell'anno in spiaggia ed usavo ogni mezzo possibile per uscire  in acqua e fare surf,  mi è sempre piaciuta l'idea di scivolare sull' acqua che si a surf, windsurf , kitesurf o wakeboard. Adesso  sono 13 anni che pratico il surf interrottamente a parte quando c'è da lavorare per guadagnarsi il pane , la mia passione per il surf e lo stand up paddling sta crescendo in modo radicale, ogni anno che passa.

Intervista a Leonard Nika

 

SUP.it: Come hai scoperto il SUP ed hai altre esperienze di sport acquatici?

Leonard: Il SUP l'ho visto fare per la prima volta 3 anni fa mentre navigavo per caso su internet , era un video su youtube ambientato alle Hawaii, per un attimo la cosa mi suonò famigliare mi venne in mente quando ero ragazzino e avevo una vecchia tavola da windsurf , pagaiavo stando in piedi ma non fu un cosa che durò molto , in un paio di giorni riuscii a spaccare la pagaia e darmi una tavolata da 100kg sulle gambe, poi successivamente venni conoscenza di tavole molto più leggere e veloci, le attuali Surfboards e SUPboards. Pratico il surf soprattutto a livello amatoriale, tra il 2006 e il 2008 ho partecipato a gare di surf regionali e open, qualcuna come la surf trophy di Sabaudia e il Frozen della Marinedda Bay (Sardegna) ma con poco successo per il mio scarso allenamento.

Intervista a Leonard Nika

 

SUP.it: Qual è la prima gara di SUP Racing alla quale hai partecipato e come ti sei classificato?

Leonard: La mia prima in assoluto gara di SUP risale al 2008 , durante una fiera molto conosciuta del litorale laziale, l'ITALIASURFEXPO di cui sono un immancabile partecipante da anni. Cerano in gara all'incirca 15 competitori e un circuito di 3km, mi classificai 2° su tutti, l'anno successivo decisi di riprovare  a migliorarmi, in un anno i partecipanti erano raddoppiati, cosi anche il circuito di gara, questa volta arrivai primo in assoluto fu un momento indimenticabile, fui premiato dal mio duro allenamento fatto in precedenza con la mia vecchia tavola da windsurf,  che per fortuna avevo ancora in garage anche perchè una tavola da SUP non potevo permettermela, da lì in poi è nato un lungo periodo di viaggi e gare in tutta Italia e all'estero.

Intervista a Leonard Nika

 

SUP.it: Per quanto noi di SUP.it stiamo cercando di sensibilizzare gli organizzatori delle varie manifestazioni agonistiche sulla applicazione di regole ormai consolidate all’estero, molto deve essere ancora fatto prima di arrivare ad una standardizzazione delle classi e, in genere, dei criteri ai quali i vari comitati di regata dovrebbero ispirarsi. Da top racer italiano avresti qualche suggerimento da dare a tal proposito?

Leonard: Sì la situazione in Italia è ancora da consolidarsi bene, essendo uno sport appena nato c’è ancora strada da fare, perciò molta gente non sa ancora che esiste questo sport, non sanno anche che si può fare ovunque che sia mare, lago o fiume e con qualsiasi tipo condizione. Ma ciò non ha impedito ad altre tanta gente in questo anno 2010 di sfidarsi fino all’ultima pagaiata,  nelle varie tappe in tutta Italia, io credo che già dal 2011 ci sarà un regolamento delle classi definitivo basato su quello mondiale.

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SUP.it: Come sei entrato nel Team Naish?

Leonard: Dopo le mie prime due tappe di SUP race nel 2009 , in cui arrivai a entrambe 1° classificato assoluto, quella a Roma gareggiai con una tavola qualsiasi la seconda quella  in Sardegna Naish mi propose una tavola e io accettai, era il Glide 12'' ebbe un successo eccezionale da li in poi feci parte del tema Naish.  

 

Intervista a Leonard Nika

 

SUP.it: Attrezzatura (tavola e pagaia), preparazione fisica e tecnica di pagaiata. Quale importanza, in percentuale, dai a ciascuno di questi fattori ai fini delle tue prestazioni agonistiche?


Leonard: Prima di tutto per competere con altre persone in una gara race long distance o  sprint bisogna essere all'100% allenati poi l'attrezzatura fa la sua parte, la tecnica la si sviluppa nel corso del tempo, più tempo trascorri in acqua con il SUP e più svilupperai la tecnica. L'allenamento conta al 100%, la tavola giusta da usare l'80%, la tecnica di pagaiata il 60% e la giusta pagaia il 70%.

Intervista a Leonard Nika

 (Nella foto Daniele Scarpa medaglia olimpica nella polinesiana e alla mia sinistra Randy Naish)

 

SUP.it: Cerchiamo ora di snocciolare ciascuno di essi, iniziando dalla tavola. Essendo un atleta del Naish SUP Team italiano impieghi le tavole della serie Glide. Ultimamente hai abbandonato il tuo fido Glide 12’ – tavola che conosciamo molto bene, avendola testata – a favore del 14’ Javelin ed i risultati ottenuti da subito con questo shape sembrerebbero confermarne una maggiore competitività, cosa abbastanza scontata, visto che si tratta pur sempre di una tavola più lunga e di più recente progettazione. La domanda è proprio questa, basandoti sulla tua esperienza, ritieni che una tavola come il Javelin possa sempre essere più competitiva del GLide 12’ indipendentemente dalle condizioni?

Leonard: Ritengo opportuno precisare una cosa, il glide 12' è una tavola molto performante ma non competitiva a livello di race in generale, le sue caratteristiche sono state studiate per un certo tipo di mare, quello del downwind hawaiano, La Javeline 14' invece è una tavola soprattutto per mare piatto, ma può andare bene anche quando è leggermente inceppato e in presenza di vento, ho cominciato ad usare questa tavola perché ritengo che sia quella che compete di più con le altre non per la sua lunghezza ma per la sua forma. In oltre non è detto che una tavola più lunga può andare più veloce di una più corta c’è da valutare molte cose, ci sono tavole 12’6'' che sono più performanti di una 14'.

 

Intervista a Leonard Nika

 

SUP.it: Per quanto riguarda la pagaia, usi sempre la stessa, oppure disponi di più esemplari con diversa SUPerficie della pala a seconda delle condizioni?

Leonard: Al momento uso solo pagaie Naish che cambiano solo di lunghezza del manico, nel  race uso una pagaia con un manico più lungo, per la wave preferisco una pagaia un pochino più  corta e per quanto riguarda la pala uso sempre la stessa dimensione di larghezza.  


SUP.it: Passiamo ora alla preparazione fisica. Chi ti sta intervistando ritiene che il SUP è uno sport che rappresenta la quintessenza del fitness e che quindi il migliore allenamento del SUP è il SUP stesso. Tuttavia questo non significa assolutamente che altri sport non possano e, sotto certi aspetti, debbano contribuire a migliorare le proprie prestazioni di pagaiata, sia in termini di potenza che di scioltezza che di resistenza. A questo punto già immaginerai la domanda che ti sto per porre, che è la seguente:  i tuoi programmi di allenamento prevedono la palestra e/o la pratica di altri sport?

Leonard: La mia palestra attuale è il mare, come dici tu l'allenamento del SUP è Il SUP stesso, ma non tolgo niente alla palestra che sempre in qualche modo mantiene attiva la forma fisica, la sola cosa che voglio aggiungere è che praticando il SUP in mare alleniamo la forma fisica e nello stesso tempo anche il nostro equilibrio sulla tavola, quest'ultima è molto importante perché avendo più stabilità sulla tavola diamo più forza alla pagaiata. Io sono una persona che odia stare fermo a non fare niente, quindi trovo ogni modo per muovermi e tenermi in forma.

    
SUP.it: Parlando di tecnica, sarei tentato di aprire una parentesi in cui parlare delle diverse tecniche di pagaiata (tahitiana ecc.) ma mi limiterò a porti un semplice quesito: adotti una tecnica particolare essendoti ispirato a qualche atleta o a qualche video, o  piuttosto hai trovato da solo quella che meglio si adatta alle tue caratteristiche fisiche e ai materiali da te impiegati?

Leonard: Attualmente la tecnica più efficace che uso, è quella che ho adottato da me, senza ispirarmi  a nessuno fino ad ora in quanto le tecniche cambiano da persona a persona , quando verrà il momento che nascerà un altra forma di pagaiata più efficace di quella che ho già, senza nessun dubbio farò in modo di riadattarmi a quella nuova. Non c'è una vera e propria spiegazione della pagaiata l'importante è tenere a mente di fare una buona impugnatura del manico e l'immersione della pala in acqua  deve essere totale.  


SUP.it: Alcuni ritengono – a mio parere erroneamente – che è più efficiente una pagaiata potente ma non troppo cadenzata ad una invece più veloce e quindi ad alta cadenza. In fondo, è lo stesso errore che i profani del ciclismo commettono, privilegiando rapporti poco agili e quindi sacrificando la cadenza. Cosa puoi dirci in proposito?

Leonard: Per esperienza personale ritengo che una pagaiata corta e veloce è più efficace di una lunga e potente, cambia di situazione in situazione ad’esempio in un downwind la pagaiata deve essere lunga e potente perchè quando stiamo a cavallo dell’onda ci permette di riposare poi invece se stiamo facendo una gara a mare piatto va fatta corta e veloce quindi tutto può essere preso in considerazione.

Intervista a Leonard Nika

 

 SUP.it:    Pensi che il peso del SUPper sia in qualche modo una variabile da tenere in considerazione in ottica futura ai fini agonistici?

Leonard: Sì credo che un giorno il SUP race soprattutto, sarà proposto come uno sport olimpionico avvicinandosi comunque alla canoa polinesiana che lo è già, in quanto molto diverso dal kitesurf e surf che per effettuare una gara di queste discipline si ha bisogno di vento e di onda che non sempre si riesce a programmare al contrari del SUP race che si può programmare quando si vuole.

 
SUP.it: Usi unità GPS eventualmente equipaggiate con cardiofrequenzimetro nei tuoi allenamenti?

Leonard: No al momento non uso apparecchi per allenarmi mi baso solo su percorsi che già ho tracciato su  Google Earth per vedere i km che percorro, ma non sono contrario agli apparecchi, ritengo che sino utili per un allenamento molto tecnico.   


SUP.it: Segui una dieta particolare?

Leonard: No, non seguo diete in particolare , l’unica regola che ho è quando faccio una preparazione per una gara bevo quintali di acqua continuamente prima dopo e durante una gara.


SUP.it: Stiamo quasi per lasciare l’aspetto SUP Race, Leonard, non prima però di due domande che stimolano la mia curiosità personale:  hai mai pensato di partecipare ad una delle classiche di downwind hawaiiane e, in ogni caso, hai mai speso una vacanza alle Hawaii?

Leonard: Sì mi ha sempre affascinato l'idea di andare alle Hawaii da quando ero ragazzino, fino ad ora non ci sono mai andato,  ma un occasione l’ho avuta quest’anno, mi avevano invitato a fare la traversata in downwind dall’isola di Molokai a Oahu all’incirca 30 km ma per motivi vari non potevo andarci in quanto avevo altre 3 tappe del campionato italiano da fare, mancando a queste ultime avrei compromesso la mia posizione attuale.

 

SUP.it: OK, parliamo ora di SUP Surfing. Sono sicurissimo che ti piace tantissimo. Cosa ci puoi dire al riguardo? Preferisci una surfata in classico Longboard Style o ti piace piùttosto uno stile più aggressivo?

Leonard: Bene adesso sì che cominciamo a ragionare questa è la parte in cui preferisco parlare più volentieri, devo dire che il longboard  l’ho sempre avuto come tavola nel mio quiver nuovissimo senza un graffio e nuovissimo è rimasto perchè l’ho usato poco più di due volte in 4 anni, preferisco molto di più dei movimenti veloci e radicali, la tavola di SUP che ho è molto corta e leggera mi riesce molto bene usarla come la short, quindi il mio style si basa su movimenti veloci e molto radicali.     

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SUP.it: Sappiamo che hai partecipato al “Capo del Capo” quest’anno. Che impressioni ti ha fatto lo spot di Capo Mannu? Ci eri mai uscito prima?


Leonard: Il Capo del Capo Wave Master, già il nome stesso ti fa capire l’importanza di questa entusiasmante gara, il maestrale quel giorno aveva generato onde di almeno 3 metri con  vento costante a 20 nodi ma la gara si fece lo stesso arrivai in finale aggiudicandomi il terzo scalino del podio. È  stata un esperienza unica surfare onde del genere con il SUP da 9’6'', per me che ho surfato onde cosi solo con la short ed era anche la prima volta a Capo Mannu, la cosa che mi ha aiutato però è stata arrivando due giorni di anticipo così mi sono potuto allenare al mini capo e capire bene lo spot attorno, veramente non ho parole per descrivere la bellezza di quel paesaggio e delle onde perfette come se fossero disegnate ma la cosa ancora più bella fu il giorno dopo della gara, la mattina presto il vento era calato del tutto e le onde si presentavano ancora belle alte, lisce e lunghissime, uscii prima con il SUP 9’6'' e poi con la mia short 6’0'' surfai per tutto il giorno fino a che non avevo più forza di muovermi.     

Intervista a Leonard Nika

 

SUP.it: Quali tavole o tavola usi fra le onde, Leonard?

Leonard: Nel mio Quiver ho quasi tutti tipi di tavola dal longbord 9’0’’, fish 6’0’’,2 shortboards  una 6’0’’ e una 5’11’’ ,l’ Alaia con legno di pino  e gli l’immancabil SUPs, Glide 12’, Javeline 14’, hokua 9’6’’ e a breve il 9’0 e la catalaina 12’ quando arrivano, direi che ci sono tutte, anche se quelle che uso di più sulle onde sono le due short il SUP 9’6’’ e l’Alaia.  

Intervista a Leonard Nika

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SUP.it: Ritieni che la semplice autodisciplina dei SUPper, che noi come Portale cerchiamo di divulgare,  eviterà attriti con la comunità dei surfisti o ritieni questa problematica inevitabile, un po’ come ciò che è accaduto fra windsurfisti e kitesurfisti?

Leonard: Se per attrito ti riferisci alle botte e le minacce che si danno i SUPper con  surfer in acqua   allora sì è un bel problema per ora, perchè sono due cose completamente diverse,  SUP rider bravo può prendere molte più onde di un surfista bravo quindi questa cosa fa nascere dei disguidi, se invece intendi attrito nel senso che un surfista possa fare anche il SUP questo al momento non è facile che accada come lo è stato per me.


SUP.it: Hai mai vissuto qualche brutta esperienza in acqua?

Leonard: Sì mi è capitato molte volte come a tutti i surf rider del mondo immagino, è una cosa quasi inevitabile, una che ricordo molto bene risale a due anni fa per fortuna era un beach break perchè se no a quest’ora non sarei qui,  stavo facendo free surf con la mia short al momento ero da solo e mi trovavo alla Marinedda bay al nord della Sardegna li rompe un onda molto potente, quel giorno le onde erano poco più alte di 2m, dopo un paio di onde surfate alla grande presi un bell closeout mentre cercavo di  alzarmi in piedi mi porto giù fino a sbattere di schiena nel fondale bevei quintali d’aqua per fortuna riuscii a salire non ostante l a bella botta, in fine niente di grave a parte la tavola che mi era rimasto attaccata al piede solo il tail. Con il SUP invece solo delle piccole tavolate in testa e pagaiate sulle gambe niente di che!!
 
 
SUP.it: Che consigli dai a chi vuole avvicinarsi a questa disciplina?

Leonard: Chi non ha ancora iniziato a fare SUP voglio dirgli di correre veloce al  primo surf shop che trova e di ordinarne uno perchè se no non lo saprai mai il fascino e il divertimento che ti offre  lo stand up paddling, mi rivolgo soprattutto agli amanti del mare e del lago agli appassionati di canoa di windsurf, surf, kitesurf, wakebord, di chi ha una barca perchè le cose che si possono fare con il SUP sono davvero infinite io l’ho provato e ho trovato il modo in cui vivere il mare a 360°.  

SUP.it: OK Leonard, a nome di tutto lo staff ed i numerosissimi visitatori del sito, ti ringrazio di nuovo per averci concesso questa intervista. I nostri migliori auguri per i tuoi prossimi impegni agonistici ed in ogni caso … “enjoy the ride”!

Intervista a Leonard Nika

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Intervista a cura di Marco Stefanini - www.standuppaddling.it. Si ringrazia Naish Surfing per la collaborazione.

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