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Intervista a Fabrizio Gasbarro

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Intervista a Fabrizio Gasbarro

Fabrizio Gasbarro è il campione Race 2010 Surfing Italia. Il suo ruolino di marcia è stato semplicemente impressionante, tanto che Fabrizio si è aggiudicato tutte e sei le prove disputatesi. La sua grande stagione agonistica nel nostro Paese è stata anche accompagnata da ottimi risultati in campo internazionale.

A nome di tutti i nostri visitatori, benvenuto su www.standuppaddling.it. Siamo sicuri che questa intervista sarà davvero ben gradita da tutti gli appassionati italiani.

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Come hai scoperto il SUP ed hai altre esperienze di sport acquatici?

Fabrizio: Sono due anni che pratico stand up e devo dirvi che è la sensazione piú naturale nell’entrare a contatto con l’elemento.Quando stai fuori in acqua e pagai ritmando in conduzione la tua tavola si arriva a capire il senso di benessere che puó farci scendere onde sotto una prospettiva diversa giocando a diretto contatto con acqua, tavola e pagaia.
 Esperienze di sport acquatico!!! Forse un esperienza mia passata di supper fine anni 80… le passeggiate con un vecchio Sordelli (la vecchia tavola di II divisione) e una pagaia allungabile… per farvi capire che forse lo stand up lo avevo nel sangue…. hehehehe!!
Comunque la mia esperienza in acqua è trentennale inizia dal nuoto, al windsurf, al surf, dal canottaggio al salvamento conquistando titoli regionali e italiani…To be continued!!!

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Qual è la prima gara di SUP Race alla quale hai partecipato e come ti sei classificato?

Fabrizio: La prima garetta è stata onestamente un evento goliardico a RAMBLA di Maccarese fine estate 2009 che mi ha fatto conoscere casualmente il mio futuro sponsor Jimmy Lewis che era li a presentare le prime tavole sul territorio italiano…forse destino per una futura collaborazione poi nel 2010…? Comunque arrivai primo.
Ma la gara che mi ha dato il parametro per incominciare a crederci è stata la prima tappa del campionato italiano SURFING ITALIA ad Ostia con un bel primo posto nel race nella classe 12’6.

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Per quanto noi di SUP.it stiamo cercando di sensibilizzare gli organizzatori delle varie manifestazioni agonistiche sulla applicazione di regole ormai consolidate all’estero, molto deve essere ancora fatto prima di arrivare ad una standardizzazione delle classi e, in genere, dei criteri ai quali i vari comitati di regata dovrebbero ispirarsi. Da top racer italiano avresti qualche suggerimento da dare a tal proposito?

Fabrizio: Fate benissimo a sensibilizzare gli organizzatori di eventi SUP anche perché quest’anno in Italia si è testato il terreno per gli eventi agonistici e a parer mio il campionato SURFING ITALIA dalla prima tappa di Ostia fino a quella di Bari ha avuto un crescendo di risultati organizzativi sempre migliori.Ma i risultati affinché questi eventi risultino all’altezza della situazione devono essere il prodotto sinergico di sponsor che investano negli atleti o nella manifestazione; nella continua preparazione agonistica dei supper che sono chiamati a dare il meglio nella preparazione a una gara partendo dal livello tattico alla preparazione psico-fisica;  infine agli organizzatori che dovrebbero cercare la formula vincente per essere certi che possano disciplinare le gare con regole chiare.
Mi auguro che il 2011 possa portare una coscienza nuova per il SUP per lo meno in Italia sotto la luce dell’esperienza fatta sul campo nel 2010 dagli atleti e dalle organizzazioni potrebbero arrivare i risultati che portino linfa vitale alle manifestazioni future.

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Come sei entrato nel Team Jimmy Lewis?

Fabrizio: Con un email ad Andrea e Leo, dove gli parlavo della mia intenzione di gareggiare con le tavole di produzione di JL e facendogli vedere i miei risultati tramite un lavoro di endurance comprovato da relativi tracciati di  allenamento con GPS. Cosí mi hanno voluto mettere alla prova e io non vedevo l’ora di mettermi sotto ai piedi le tavole del grande Jimmy Lewis … Da qui la joint venture ha avuto inizio!!!

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Attrezzatura (tavola e pagaia), preparazione fisica e tecnica di pagaiata. Quale importanza, in percentuale, dai a ciascuno di questi fattori ai fini delle tue prestazioni agonistiche?

Fabrizio: Deve essere tutto al 100%!!! dove La tecnica di pagaiata rimane il parametro che influenza in modo determinante l’espressione sportiva nel SUP racing, la preparazione fisica e l’alimentazione è un fattore chiave per una preparazione agonistica ottimale.L’attrezzatura è la risultante per l’espressione vincente ai fini di una gara. La tavola in quanto a linee d’acqua (carena, opera viva e bordate) distribuzione dei volumi e materiali ( il carbonio come ottimizzazione dei pesi)ricopre la stessa importanza della pagaia che deve essere performante e giusta nelle dimensioni, dallo shaft alla pala per dare cadenza e ritmo. Sono tutte fasi che devono essere concatenate fra loro e devono avere la stessa importanza per una performance vincente.

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Cerchiamo ora di snocciolare ciascuno di essi, iniziando dalla tavola. Essendo un atleta del Jimmy Lewis SUP Team italiano impieghi sia lo Slice che il Blade con preferenza per la prima tavola. Stiamo parlando di due tavole (da noi testate) che appartengono pur sempre alla Stock Class 12’6’’? Visto che dal prossimo anno potrai contare su tavole da 14’, come il Jimmy Lewis Sabre, e partendo dal presupposto che sia Surfing Italia che gli altri organizzatori potrebbero definitivamente diversificare le classi di regata, come si fa da anni negli altri paesi, continuerai a partecipare nella Stock Class oppure intendi gareggiare nella Open?

Fabrizio: Le due barche lo SLICE e il BLADE sono il frutto di esigenze racing diverse, io sono un over size essendo alto un metro e novanta per 90 Kg.circa, la mia tavola deve avere volume, fattore importantissimo.Inoltre la 12’6 è una classe un po”strettina” per me nelle dimensioni e nella distribuzione dei volumi quindi dopo essermi fatto i piedi su queste tavole non vedo l’ora di passare alla 14’ e con il SABRE carbon  regalo del grande Jimmy per il valore dimostrato…In europa le classi di riferimento sono 3: sotto la 12’6, la 14’ e unlimited( sopra la 14’)suppongo che il prossimo anno in Italia avremo due classi di riferimento 12,6 e 14’ per un unlimited dovremo aspettare ancora…Sicuramente il futuro per me è 14’ per il prossimo anno pensando ad un 16’ per le gare internazionali!!

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Per quanto riguarda la pagaia, usi sempre la stessa, oppure disponi di più esemplari con diversa superficie della pala a seconda delle condizioni?

Fabrizio: La pagaia è determinante, è come una piccozza per uno scalatore e come un bastoncino per il fondista…In allenamento come in gara è l’estensione del mio braccio!!! Uso Quick Blade come pale e dispongo essenzialmente di 3 pagaie diverse tra loro: 2 con shift tramato in maniera orizzontale per avere una risposta piú efficace nell’avanzamento frontale e con le pale di diversa ampiezza sia per condizione diversa di mare che per conduzione di ritmo di pagaiata. Ed una da wave con shift a tramatura obliqua che permette maggior resistenza alle sollecitazione sull’onda.

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Passiamo ora alla preparazione fisica. Chi ti sta intervistando ritiene che il SUP è uno sport che rappresenta la quintessenza del fitness e che quindi il migliore allenamento del SUP è il SUP stesso. Tuttavia questo non significa assolutamente che altri sport non possano e, sotto certi aspetti, debbano contribuire a migliorare le proprie prestazioni di pagaiata, sia in termini di potenza che di scioltezza che di resistenza. A questo punto già immaginerai la domanda che ti sto per porre, che è la seguente:  i tuoi programmi di allenamento prevedono la palestra e/o la pratica di altri sport?

Fabrizio: Concordo il SUP è uno sport che é oggetto di studi da parte del CONI ed è uno sport dove mette in funzione tutti i distretti muscolari avendo come fulcro il core ( il plesso solare) del nostro corpo in particolare sviluppa proprietà senso motorie che permettono  nello stesso momento di coo rdinare il respiro aerobico con il movimento anaerobico della forza applicata alla resistenza della pagaiata in acqua.Inoltre è uno sport dove il fisico fa un movimento naturale di torsione, quindi il naturale processo del mio allenamento a secco è quello di simulare il movimento in acqua: quindi lavorare in maniera funzionale su una particolare tavoletta propriocettiva (SENSOBOARD.it) con ausilio di pesi e con TRX, facendo poi molto nuoto e lavori di allungamento e respirazione. Inoltre ho sviluppato schede di allenamento per avere una preparazione ottimale per la preparazione SUP e quindi per tutti gli sport di balance e endurance.

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Parlando di tecnica, sarei tentato di aprire una parentesi in cui parlare delle diverse tecniche di pagaiata (tahitiana ecc.) ma mi limiterò a porti un semplice quesito: adotti una tecnica particolare essendoti ispirato a qualche atleta o a qualche video, o  piuttosto hai trovato da solo quella che meglio si adatta alle tue caratteristiche fisiche e ai materiali da te impiegati?

Fabrizio: Durante gli allenamenti e soprattutto con l’esperienza maturata in gare internazionali  ho potuto vedere e provare varie tecniche da quella tahitiana corta e veloce a quella hawaiana un po piú lunga e intensa, diciamo che faccio un misto delle due tecniche adattandolo alle condizioni del momento acqua piatta o downwind; trovando il giusto twist  arrivando alla formula:  planare con il minor sforzo e affinando la tecnica migliore, ma la vera sfida per raggiungere l’espressione migliore in gara oltre alla tecnica, è la DISCIPLINA che ci vuole per mantenerla quando si inizia a percepire la fatica .… Non si finisce mai di imparare e di sperimentare!!!

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it:  Alcuni ritengono – a mio parere erroneamente – che è più efficiente una pagaiata potente ma non troppo cadenzata ad una invece più veloce e quindi ad alta cadenza. In fondo, è lo stesso errore che i profani del ciclismo commettono, privilegiando rapporti poco agili e quindi sacrificando la cadenza. Cosa puoi dirci in proposito?

Fabrizio: Questa è un costante dilemma di tutti i paddler .. le tecniche di pagaia sono molto soggettive legate alla performance dell’atleta e alla tecnologia dei materiali e soprattutto allo stile che ogni atleta ha. La prima cosa è acquisire il movimento giusto nelle fasi di pagaiata: entrata della pala in acqua, spinta e recupero, è in queste fasi che le due tecniche possono far la differenza per ognuno di noi…Il trasferimento della forza di spinta sulla tavola deve essere efficace con la rotazione delle spalle del torso e dell’anca per poi scaricare sulle ginocchia e imprimere l’energia ai piedi che conducono la tavola, poi in base alla prestanza del supper al suo peso e alla sua miglior tecnica ognuno adotterà l’espressione più efficace di conduzione.
Personalmente a me piace molto lo stile e la tecnica di Danny Ching ma va bene per lui essendo totalmente diverso da me nelle leve e nella geometria del corpo, ognuno di noi deve provare e provare…è una continua ricerca con la miglior tecnica in relazione al peso potenza del supper applicato alla tecnologia delle tavole e delle pagaie che uno ha disposizione.

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Pensi che il peso del SUPper sia in qualche modo una variabile da tenere in considerazione in ottica futura ai fini agonistici?

Fabrizio: Assolutamente si, in acqua piatta il maggior  peso del supper è penalizzante, ma in down wind è un aiuto per schiacciare meglio la tavola in corrente e sulle onde ( parlo di supper agonisti), Comunque tutto é rapportato al peso potenza:  piú peso e piú devo spingere!! Per questo che ottimizzare la tecnica è vincente, in ogni spinta di pagaia applico il peso del mio corpo.
In America ci sono gare che oltre a tener presente classi di tavola etå e sesso, classificano i pesi degli atleti  in gruppi …come nella boxe dai massimi ai piuma.


SUP.it: Usi unità GPS eventualmente equipaggiate con cardiofrequenzimetro nei tuoi allenamenti?

Fabrizio: La potenza è nulla senza poter avere il controllo della performance, con il GPS si migliora ad ogni uscita, si fanno test, e ci si rapporta con gli atleti scaricando virtualmente i dati dopo gli allenamenti. Il senso del GPS in sinergia con l’uso del cardio in allenamento è cercare di stare bassi con il cuore aumentando la velocità è li  che si trova la tecnica di pagaiata efficace per andare sempre più forte. Ma la cosa più importante è allenarsi insieme ad un partner per avere parametro così da fare team ed essere psicologicamente forti in gara e sicuri di fare bene in allenamento.


SUP.it: Segui una dieta particolare?

Fabrizio: Cerco di mangiare più volte al giorno e cerco di mangiare cibi organici, mangiando tutto e cercando di eliminare grassi e zuccheri in eccesso.
Poi anche in questi casi la dieta è legata anche ai periodi di carico e scarico.


SUP.it: Intendi partecipare, oltre alla Jever Cup, a qualche gara dell’Euro SUPA il prossimo anno?

Fabrizio: Aspetto di rifare una delle gare più belle che abbia mai partecipato al livello europeo quella di Ste  Maxime e di St. Tropez, spero che la SUPA riesca ad organizzare altre tappe magari in Spagna e in Olanda e perché no una anche in Italia...

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Qual’ è, a livello organizzativo, la gara che meglio ti ha impressionato quest’anno nel nostro Paese, anche al di fuori del circuito Surfing Italia?

Fabrizio: Devo fare i complimenti a tutti gli organizzatori delle gare sia open che di circuito che ho preso parte in Italia…
Dall’Open Water Challenger a Oristano al King of the Island a Bargeggi;  le belle tappe di campionato italiano Surfing Italia a Santa Severa, Alghero e Bari … Parlando di tappe wave Alghero e Andora sono state tappe organizzate benissimo.


SUP.it: Parliamo ora di SUP Surfing. Sono sicuro che ti piace tantissimo. Cosa ci puoi dire al riguardo? Preferisci una surfata in classico Longboard Style o ti piace piuttosto uno stile più aggressivo?

Fabrizio: Mi piace molto il Sup wave, anche se lo pratico più l’inverno per qualità di onde comunque è tutto un altro allenamento dal flat water, mi piace molto perché mi sensibilizza in modo pazzesco sulla tavola provando quell’espressione progressiva cavalcando le onde. Mi piace molto lo stile Longboard ma pratico più uno stile aggressivo .

Intervista a Fabrizio Gasbarro

SUP.it: Quali tavole o tavola usi fra le onde?

Fabrizio: Se parliamo di onde quando c’è la condizione esco spesso in down wind, una specialità che si deve ancora affermare in Italia ma che io pratico sia in mare che al lago con onda formata anche con un metro un metro e mezzo di onda regalandomi sensazioni indescrivibili, uso un 14’ Vortice della C4 aspettando il Maliko custom  regalo di Jimmy per la prossima stagione per la vittoria in Italia del suo brand. Per un uso da long SUP ho un Laird 10’8 e un paddle surf Hawaii 9’2 un po piu reattivo.


SUP.it:.Ritieni che la semplice autodisciplina dei SUPper, che noi come Portale cerchiamo di divulgare,  eviterà attriti con la comunità dei surfisti o ritieni questa problematica inevitabile, un po’ come ciò che è accaduto fra windsurfisti e kitesurfisti?

Fabrizio: Con ISA per fine anno si sta trovando una strada per poter iniziare a dare una regolamentazione didattica e di sicurezza allo Stand up cercando di farlo entrare a pieno titolo come disciplina surfistica così da evitare fraintendimenti con i puristi del surf, e aprendo nuove frontiere ai canoisti…parlando del vostro portale anche voi state dando un grosso contributo specialmente per i neofiti dello stand up  !! Bisogna essere coscienti di vivere lo sport e non fare campalinismi bigotti tra sportivi e federazioni (BRAVO Gas! N.d.R.).


SUP.it: Hai mai vissuto qualche brutta esperienza in acqua?

Fabrizio: Fino ad ora non mi è capitato niente di brutto ma frulloni e botte con la tavola qualche volta ne ho prese e anche di pesanti …ma fa parte del gioco!!


SUP.it: Che consigli dai a chi vuole avvicinarsi a questa disciplina?

Fabrizio: Passione, determinazione e divertimento !! Grazie a tutto lo staff di standuppaddling.it e a chi mi è stato vicino !!! Aloha!!


SUP.it: OK Fabrizio, ti ringrazio di nuovo a nome di tutto lo staff ed i numerosissimi visitatori del sito, per averci concesso questa intervista. I nostri migliori auguri per i tuoi prossimi impegni agonistici ed in ogni caso … “enjoy the ride”!

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