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Criteri progettuali delle pagaie

Inserito in Tecnologia

Paddle choice

Interessarci solo delle tavole e non anche delle pagaie, sarebbe come occuparsi solo della carrozzeria delle auto a prescindere dai motori che le equipaggiano.

La pagaia, in effetti, è il nostro mezzo di spinta, assimilabile al motore di un'automobile.
Le prestazioni di una pagaia in termini di potenza, manovrabilità ed adattabilità alle diverse discipline, sono riconducibili ad una serie di fattori che cercheremo di illustrare di seguito, senza però addentrarci in particolari disquisizioni biomeccaniche e fisiche, ma piuttosto cercando di fornire informazioni il più possibile chiare e soprattutto utili ai paddler.

Angolo della pala e fasi di pagaiata
Quasi tutte le pagaie SUP presenti sul mercato sono caratterizzate da una pala angolata rispetto alla staffa. Partiamo dunque da un semplice assunto:  l'angolo della pala permette di mantenerla in acqua in modo più verticale durante la pagaiata aumentandone così  l'efficienza.  D’altro canto, maggiore è l’angolo e più potente ed ovviamente più faticosa sarà la pagaiata. Un altro aspetto da non trascurare è che ad un maggiore angolo corrisponderà anche una maggiore difficoltà di controllo della pagaia quando immersa.
Prima di proseguire, però, diamo un rapido sguardo alle quattro fasi in cui può essere divisa l’azione di pagaiata.

  1. Fase di presa d’acqua: è ovviamente quella in cui viene immersa la pala della pagaia in acqua. Quest’ultima deve dunque essere progettata in modo tale da possedere una sufficiente idrodinamicità nella fase di immersione;
  2. Fase di passata in acqua: in questa fase il paddler spinge di fatto se stesso oltre la pala facendo leva su di essa. In tale fase la pagaia deve quindi consentire una presa efficiente nell’acqua. E’ ovvio che una pala estremamente efficiente nella fase di cui prima dovrebbe non esserlo in termini di passata in acqua e quindi di spinta;
  3. Fase di rilascio: terminata la fase di spinta, la pagaia viene estratta dall’acqua. Ad una buona pagaia è sempre associata una eccellente fluidità di rilascio;
  4. Fase aerea: è la fase che consente la preparazione della pagaiata successiva e quindi  il poter contare su pagaie equilibrate in termini di distribuzione dei pesi fra staffa e pala, con un buon bilanciamento del punto di fulcro, diventa estremamente importante.

Idealmente, vorremmo che la pagaia sviluppasse tutta la sua potenza nella fase iniziale della pagaiata, per poi favorire una fluida e quindi veloce uscita dall’acqua nella fase finale, quando cioè la pala della pagaia supera, nel suo movimento all’indietro, i piedi del paddler nella stance di pagaiata.
Ma adesso … diamo i numeri. L’angolo medio di inclinazione della pala delle moderne pagaie oscilla fra i 12 ed i 14 gradi ma alcuni produttori stanno introducendone alcune con angoli compresi fra 8 e 10 gradi.
Orientativamente possiamo affermare che pagaie con un maggiore angolo di pala (dai 12 ° in su) sono indicate per paddler che preferiscono remate potenti ma con cadenza non eccessiva. Sotto i 12° troviamo invece pagaie  che consentono intrinsecamente cadenze superiori senza provocare eccessivo affaticamento. Alla luce di quanto appena affermato, sarebbe facile affermare che le prime sono più indicate per il Cruising-Racing e le seconde  per il Surfing ma occorre ovviamente tenere in giusta considerazione altri elementi.

Shape della pala
Per prima cosa è lo shape della pala a rivestire un ruolo determinante nelle prestazioni globali della pagaia e quindi i seguenti elementi:

  1. Superficie. Pagaie con pale di maggior superficie sono più potenti ma consentono cadenze minori e producono maggiore affaticamento;
  2. Rapporto lunghezza / larghezza. Pale aventi basso rapporto lunghezza / larghezza sono più indicate per il Surfing. Pale con più alto rapporto lunghezza / larghezza meglio si adattano al Cruising e Racing ;
  3. Presenza di una superficie a forza concava e/o di convessità nella superficie dorsale. Molte fra le più moderne pagaie sono caratterizzate da uno shape della pala concavo sulla superficie di spinta e convesso su quella opposta. Questa conformazione della pala tende a massimizzarne la spinta a parità di superficie ma anche a ridurne la manovrabilità ;
  4. Outline. A parità di superficie, pagaie dalla forma più arrotondata meglio si prestano al SUP Surfing, consentendo cadenze superiori e quindi facilitando le fasi di presa e di rilascio;
  5. Spessore. Lo spessore della pala, molto importante nella fase di presa d’acqua e di rilascio, sta assumendo un rilievo di crescente importanza, soprattutto nella realizzazione di pagaie espressamente studiate per le Long Distance. Esse, caratterizzate da pale più flessibili e da un più alto indice di reflex (tempo impiegato dalla pala a tornare allo stato iniziale dopo la flessione), sono intrinsecamente più fragili agli urti ma  consentono una pagaiata più efficiente e meno faticosa. Ovviamente tali pagaie sono realizzate in materiali compositi. La C4 XPR Race, di cui abbiamo pubblicato un preview all’indirizzo  http://www.standuppaddling.it/index.php?option=com_content&task=view&id=168&Itemid=61  è stata la prima pagaia a sfruttare questi criteri progettuali.

Materiali
In secondo luogo, non dimentichiamoci dell’importanza rivestita dal metodo costruttivo e quindi dai materiali utilizzati. I più comuni sono i seguenti:

  1. Alluminio e plastica. Si tratta di pagaie piuttosto economiche caratterizzate da una pala ed eventualmente impugnatura a T di plastica e staffa in alluminio. Esse sono pesanti, hanno un pessimo bilanciamento del punto di fulcro e sono, in ultima analisi, assai inefficienti;
  2. Carbonio, Kevlar, Epoxy ecc.: in termini prestazionali, di rigidità e di peso le pagaie realizzate in strutture composite sono senz’altro le migliori. Ovviamente tutto questo ha un prezzo e tali pagaie sono piuttosto costose;
  3. Legno: ebbene sì, alcune pagaie sono realizzate in legno e possiedono delle eccellenti doti in termini di elasticità, bilanciamento e prestazioni. Sono tuttavia più pesanti delle pagaie realizzate in strutture composite;
  4. Carbonio e legno: date le indubbie ottime caratteristiche del legno, perché rinunciarvi solo per problemi di peso? Così esistono oggi pagaie ibride con pala ed impugnatura il legno e staffa in carbonio. Come dire: il meglio dei due mondi. 


Conclusioni
Per valutare le prestazioni di  una pagaia è necessario considerare l’angolo di inclinazione della pala, il suo shape ed il materiale o i materiali in cui essa è realizzata. Qual’è, in definitiva, la vostra pagaia ideale? La scelta va certamente fatta sulla scorta della disciplina principale in cui ci si intende cimentare tenendo in giusta considerazione i criteri elencati precedentemente. Tuttavia vi suggeriamo, avendone la possibilità, di provare molte pagaie e quindi di individuare quella che vi avrà trasmesso il miglior feeling.

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