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La saga delle pinne. Come scegliere le pinne

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Choose your fins

Il paddle surfer spesso tende a trascurare l’importanza della scelta di pinne di opportuna grandezza e qualità.  English version

Introduzione

E’ un dato di fatto che oggi molte SUP board sono equipaggiate con economiche pinne di plastica (spesso Nylon). Se nel caso di un SUP Cruiser ciò può essere accettabile, di certo non lo è per tavole di fascia alta destinate al SUP Surfing, visto che anche il migliore degli shape può essere rovinato da pinne non all’altezza. Ma cosa bisogna intendere nella fattispecie per “non all’altezza”, cioè, in altre parole, quali sono i criteri che devono guidare il paddler – ove ve ne sia bisogno – alla scelta di pinne migliori di quelle fornite con la tavola? Essi non solo sono in relazione, come è ovvio alle dimensioni, allo shape  ed alla tecnologia costruttiva delle pinne stesse, ma anche alle caratteristiche fisiche del paddle surfer, al suo skill e stile di surfata. Occorre poi tenere in giusta considerazione le condizioni usuali degli spot frequentati ed infine il tipo di tavola impiegata. Insomma, tanta carne al fuoco che necessita di … molte puntate di questa appassionante – lo speriamo – “Saga delle pinne”.  


Base, altezza e rake della pinna

In questo primo articolo focalizzeremo la nostra attenzione sulle dimensioni e la forma della pinna: base, altezza e rake.

Fin basics

Base:  la base della pinna è sostanzialmente la lunghezza della parte di pinna che è connessa alla tavola. Maggiore è la base della pinna, maggiore è la velocità che la pinna stessa è in grado di sviluppare, così come migliore è il drive della tavola.   

Altezza (Profondità):  L’altezza della pinna è ovviamente misurata dalla base alla parte superiore della punta della pinna stessa. Una pinna con maggiore profondità rende la tavola meno manovriera ma al tempo stesso offre una maggiore tenuta e controllo, in una parola, incrementa il drive.

Rake (Sweep): il Rake esprime la distanza dal punto posteriore della base a quello dell’estremità, sempre posteriore, della pinna. In altre parole, il Rake quantifica la curvatura della pinna: maggiore rake, pinna più curva, minore rake, pinna più dritta. Pinne dotate di rake pronunciato consentono l’effettuazione di turn più ampi, permettendo al contempo al padler di controllarli meglio in velocità. Le pinne meno curve sono invece in grado di assicurare turn più stretti.

Come abbiamo premesso, altri fattori che devono essere considerati nella scelta delle dimensioni delle pinne e del suo rake sono:

Peso del paddler e stile di surfata: Paddle surfer pesanti e quelli che prediligono uno stile di surfata potente preferiscono pinne con maggiore rake e  più grosse (soprattutto in termini di base), in virtù della maggiore velocità, tenuta e controllo che esse sono in grado di assicurare. Di converso, paddle surfer leggeri ed  aventi uno stile di surfata maggiormente progressivo e nervoso, possono trovare le tavole equipaggiate con pinne troppo grosse e curve non sufficientemente agili in surfata.

Shape della tavola: le tavole caratterizzate da profonde concavità nell’opera viva offrono una superficie bagnata più limitata in fase di planata una volta effettuato il takeoff. Ciò si traduce in una tenuta tendenzialmente inferiore rispetto a quella di SUP board prive di concavità e quindi esse necessitano di pinne più grosse e curve. Il contrario avviene invece per tavole con carena piatta o caratterizzate da V più o meno accentuate. In quest’ulimo caso, pinne più piccole e meno curve sono raccomandate. Inoltre occorre tenere in giusta considerazione la larghezza della poppa della tavola. Tavole con poppa molto larga, e quindi progettate sulla falsariga delle Fish Surfboard, offrono performance migliori con pinne più grandi. Pinne più piccole e con rake maggiore esalteranno invece le performance di SUP board caratterizzate da pintail più o meno accentuati. Esempio classico i Gun.

Condizioni che caratterizzano gli spot in cui si surfa abitualmente: se non siete alle prime armi, sapete che le tavole più piccolo ed agili trovano il loro ideale campo di impiego fra onde piccole e corte e cioè nelle condizioni tipiche offerte dai beachbreak. Da quanto visto finora, risulta allora ovvio che le pinne ideali per le tavole SUP Shortboard sono quelle aventi meno rake e base maggiore. Se siete invece fortunati da surfare abitualmente su reefbreak in presenza, quindi,  di onde più grosse e pulite avrete bisogno di maggior drive e controllo nel carving, che sarà ovviamente caratterizzato da archi con un raggio più ampio. In questo caso avrete bisogno di pinne più curve.


Conclusioni

Abbiamo iniziato a “grattare la superficie” di un argomento che è estremamente complesso, quello della scelta ottimale delle pinne. I più preparati noteranno che abbiamo lasciato fuori dalla trattazione  tre elementi non meno importanti: il primo è rappresentato dal Flex (o Twist) della pinna e cioè da quanto essa flette sotto sforzo. Esso è legato strettamente al secondo fattore da noi trascurato volutamente in questo primo articolo e cioè alla tecnologia costruttiva impiegata. Infine, l’altro elemento di cui vi parleremo prossimamente è il profilo (Foil) della pinna stessa. A questo punto vi diamo appuntamento al prossimo capitolo della nostra “Saga delle Pinne”, non senza prima ricordarvi che una tavola è solo performante quanto lo sono le sue pinne o la sua pinna.
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