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Street SUP. I materiali per iniziare

Inserito in Street SUP

Street SUP Gear

In questo secondo articolo dedicato allo Street SUP parleremo di materiali, segnatamente di tavole, land paddle ed abbigliamento tecnico.

 

  • Introduzione

Non sorprendentemente, lo Street SUP sta guadagnando una crescente popolarità all’estero, mentre nel nostro Paese il suo sviluppo sta ricalcando quello iniziale dello Stand Up Paddling. Attualmente solo pochissimi praticano la variante a secco del SUP, spesso arrangiandosi in termini di materiali. Sebbene ogni tavola da skateboard sia sostanzialmente adatta allo scopo, se il potenziale praticante intende porre l’enfasi sul miglioramento delle propria tecnica di SUP Surfing, ne è raccomandato l’impiego di versioni più manovrabili ed in grado di sfruttare movimenti sinergici del corpo simili a quelli di surfata. Vale la pena sottolineare che alcuni produttori, come “Kahuna Creations” producono da tempo linee complete di skate, land paddle ed accessori espressamente studiati per lo Street SUP, tuttavia tali articoli sono difficilissimi da reperire in Italia ed in ogni caso riteniamo che si possa tranquillamente mettere insieme un quiver partendo da tavole surfskate disponibili ormai presso molti surf shop nostrani, che fra l’altro consentono spesso di acquistarli online. Un’altra buona notizia consiste nell’ovvio fatto che il nostro corredo, a parte l’abbigliamento tecnico, potrà comprendere una singola tavola da skateboard ed un solo land paddle.  

 

  • Surfskate e truck

Come abbiamo scritto nell’articolo precedente, i surfskate sono skateboard speciali che consentono di simulare meglio le dinamiche della surfata rispetto alle tavole da skate tradizionali. Ciò grazie ad attacchi snodati (carrelli o trucks), su cui sono montate le ruote, che consentono al mezzo movimenti torsionali e capacità di sterzata nel complesso più estremi che non negli skateboard classici. Una particolarità di questi skateboard è che, una volta ottenuto un minimo di abbrivio, si può guadagnare velocità e mantenerla assai più facilmente anche con uno spostamento continuo del peso corporeo (dai talloni alle dita), alternandolo quindi da un bordo all’altro della tavola, che di converso tenderà a curvare in modo più o meno ampio e veloce a seconda di quanto estremizziamo tale continua re-direzione del mezzo. Sappiamo che questo spostamento è essenziale nella tecnica di surfata e quindi - a costo di ripeterci! - il grosso valore aggiunto derivante dall’allenarsi su una tavola da surf skating è proprio questo: sfruttare i principali movimenti sinergici di surfata non solo per tricks e manovre varie ma anche semplicemente per mantenere semplicemente l’abbrivio e/o guadagnare velocità, a meno che non si voglia sfruttare il land paddle per far ciò, cosa del tutto possibile ma non raccomandabile in modo continuativo.  Una delle brand leader in questo mercato di nicchia è la statunitense “Carver Skateboards”, già affermato produttore di skateboard convenzionali.  Con una linea surfskate che annovera ben 28 modelli, 7 diversi carrelli, fra cui il rivoluzionario “C7 Surf Truck” (non a caso protetto da brevetto), ed accessori vari, l’offerta della casa di Carver sul versante dei surfskate è al momento fra le più complete se non la più completa in assoluto. Premettiamo che le tavole comprendenti tale linea differiscono fra loro in termini di manovrabilità e dimensioni. Malgrado quello che si possa pensare, le dimensioni di un surfskate non sono espressamente correlate al peso dello skater, ma piuttosto al feeling della tavola. Infatti, a terra non esiste certo il problema della stabilità e nulla vieta ad uno skater pesante di impiegare anche una tavola da skate molto piccola come, nel caso delle Carver, una 28’’ che è la più piccola della linea. Con “feeling di un surfskate” intendiamo quale tavola da surf, in termini di dimensioni e prestazioni, il surfskate stesso è in grado di replicare. Dato che la tavola più grande della linea surfskate prodotta da Carver, quella da 34’’ (modello Greenroom), dovrebbe offrire lo stesso feeling di surfata di una surfboard lunga circa 7’, sarebbe del tutto ovvio concludere che questa e solo questa è la tavola che fa per noi per un uso mirato allo Street SUP. A nostro avviso, comunque, dato che lo scopo è quello di migliorare la nostra tecnica di surfata in acqua e di divertirci praticando lo Street SUP, occorrerebbe puntare ad una tavola più reattiva e manovrabile che fra l’altro avrebbe bisogno di spazi inferiori di manovra. Non a caso i due modelli più popolari dei Carver surfskate sono il Damonsta ed il Resin, quasi identici, entrambi da 31’’. In termini di prestazioni essi dovrebbero ricalcare quelle di una Surfboard che va da 5’11’ a circa 6’ ma questo non è assolutamente un problema per il loro impiego mirato allo Street SUP Surfing. In sintesi, raccomandiamo l’acquisto di una di queste due tavole in quanto più tecniche, divertenti e per il fatto che esse possono essere impiegate in aree relativamente meno ampie che non nel caso di skateboard con più ampio raggio di manovra. Per approfondimenti vi invitiamo a visitare questo indirizzo sul sito Carver.

Carver Damonsta Surfskate

Per quanto riguarda i carrelli, sempre per rimanere sui prodotti Carver, raccomandiamo senza riserve di acquistare tavole con il C7 Surf Truck anteriore CX posteriore. E’ in genere il setup di default con cui vengono vendute sia il Damonsta che il Resin ma nel dubbio vale la pena chiedere in quanto non è escluso che il rivenditore proponga queste tavole con due carrelli CX. A tal proposito, va sottolineato che il C7, oltre ad essere più performante, è anche più costoso.

Carver C7 Truck

A livello di prezzi, entrambe le tavole equipaggiate con Trucks C7 + CX possono essere acquistate per circa 250 €. Concludiamo questa disamina sui surfskate sottolineando che vi sono altre brand che propongono soluzioni altrettanto valide come ad esempio la “Surfskate Industries”. Ci risulta tuttavia che i prodotti di tale casa non siano ancora disponibili in Italia.  

 

  • Land paddle

Per quanto riguarda il land paddle, a meno di non ordinare online uno prodotto da Kahuna Creations, con prezzi che oscillano da 90 a circa 200 $, la cosa migliore da fare è realizzarlo da soli. A tal proposito vi proponiamo di seguito tre video che illustrano come procedere:



Se non si dispone di una pagaia con la pala danneggiata (come nel nostro caso), la soluzione a nostro avviso più elegante è quella di acquistarne una nuova economica in alluminio, come quella proposta da Decathlon da 180 cm se l’altezza del paddler non supera i 175 cm o da 200 cm se invece l’altezza paddler supera i 175 cm. Avremo poi bisogno di un sotto tappo conico a flangia (o di un qualsiasi altro rivestimento per terminale di metallo), di un rotolo di nastro americano, colla e di una palla da Tennis, oltre che ad attrezzi come un seghetto metallico e forbici. In sostanza, sarà sufficiente rimuovere la pala della pagaia ed incollare il sotto tappo all’estremità privata della pala stessa. A questo punto, nella palla da Tennis occorrerà ricavare una incisione a croce ed inserirla a sua volta sul terminale di plastica per nastrarla poi alla pagaia con nastro americano. Si sconsiglia di incollarla in quanto essa, soggetta ad usura, andrà di tanto in tanto cambiata. La spesa complessiva per questo “do it yourself land paddle” è di circa 45 €.

diy Land Paddle

Nulla vieta, ovviamente, di poterci sbizzarrire con le soluzioni più creative al riguardo, ad esempio impiegando come fusto un semplice bastone di legno di lunghezza adeguata. Riguardo alla lunghezza dello stick, essa dovrebbe essere di circa 10/15 cm maggiore di quella della pagaia che usiamo abitualmente per il SUP Surfing. Vi possiamo assicurare, comunque, che anche land paddle molto corti assolvono egregiamente allo scopo e, per quanto al prezzo di una maggiore fatica, consentono di mantenere una postura compatta anche in fase di spinta, cosa molto importante proprio nell’ottica del cross training mirato al SUP Surfing. A tal proposito, ricordiamo ancora una volta che è preferibile usare il land paddle semplicemente per guadagnare l’abbrivio iniziale, per frenare e nelle transizioni, non come mezzo esclusivo di spinta.

Land Paddle

 

  • Protezioni/Abbigliamento tecnico

Lo abbiamo già doverosamente premesso nel nostro articolo di presentazione dello Street SUP Surfing ma indossare sempre uno caschetto protettivo da skate e protezioni per polsi, gomiti e ginocchia è essenziale, soprattutto se non si ha alle spalle una consolidata esperienza con lo skateboard. Detto delle protezioni e passando all’abbigliamento, raccomandiamo naturalmente di indossare scarpe da skate e pantaloni (preferibilmente Jeans) e felpe da maltrattare in virtù delle inevitabili cadute.

 

  • Conclusioni

Una tavola da surfskate, un land paddle, protezioni ed abbigliamento. Lo Street SUP è estremante basico in termini di materiali ed anche per quanto riguarda la sua pratica di “spot” (parcheggi, piazzole ecc.) ce ne sono a bizzeffe e non ci dobbiamo certo preoccupare della presenza o meno di onde. Nel prossimo articolo dedicato allo Street SUP Surfing inizieremo ad occuparci di tecnica sempre ed esclusivamente guidati dal parallelismo fra Street SUP e SUP Surfing. Una volta di più, ripetiamo che l’obiettivo che ci guida, oltre a promuovere uno sport di per sé divertente e formativo a livello fisico, è quello di rendervi edotti dei miglioramenti che la sua pratica apporta allo Stand Up Paddle surfing e quindi senza divagazioni verso lo skateboarding vero e proprio.

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Commenti   

 
#1 fp1369 2015-01-29 12:44
Grazie... è da un pò che ci penso.. magari prima o poi mi convinco di dotarmi del necessario per provare.
Filippo
 

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