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Street SUP – Quarta session

Inserito in Street SUP

Street SUP 4th session

Quarto articolo dedicato allo Street SUP che, a scanso di equivoci, si sta rivelando utilissimo a livello tecnico e fisico, oltre ad essere estremamente divertente.

Come di consuetudine, anche questo articolo avrà il “taglio” del post di un blog personale, allo scopo di ricordare a tutti che chi lo scrive, lungi dall’essere uno Street Stand Up Paddler esperto, è di fatto alle prime armi. Questi contributi hanno quindi lo scopo di invogliare altri a provare lo Street SUP, anche coloro che non hanno esperienze pregresse di Skateboarding.

 

  • Introduzione

12/02/2015 Sono passate quasi due settimane dall’ultima Street SUP session. Nel frattempo sono tornato in acqua per ben tre volte con una SUP board (un Naish Raptor S 7’ che stiamo testando in anteprima) e ho avvertito senza ombra di dubbio i benefici apportati da questi miei primi passi Street Suppistici. Non solo, è accaduto anche ciò che non mi aspettavo prima di cimentarmi in questo nuovo sport: da complementare che doveva essere, inteso quindi come allenamento mirato al mantenimento e miglioramento del mio skill SUP surfistico, esso ha via via assunto i connotati di uno sport a sé stante. In altri termini, quelle poche uscite iniziali hanno contribuito a generare quel senso di dipendenza comune a tutti gli sport acquatici di scivolamento che pratico da anni, vale a dire il Windsurfing, il Kiteboarding e naturalmente lo Stand Up Paddling. Vengo quindi alla cronaca di questa mia quarta Street SUP Session per poi cercare di isolarne in modo particolareggiato i risvolti tecnici, sperando che essi possano essere utili a tutti coloro che intendono cimentarsi per la prima volta con lo Street SUP.  

 

  • Street SUP. Quarta session

Ormai sapete che sono piuttosto metodico ed in ogni caso convinto che nell’apprendere un nuovo sport ci deve essere poco spazio lasciato all’improvvisazione. Così, anche oggi mi riprometto di seguire una scaletta che recita:

- Riscaldamento 15 min.;
- Curve in frontside 30 min. con pagaia;
- Curve in Backside 30 min. con pagaia;
- Miglioramento dell’equilibrio/carving senza pagaia 15 min.;
- Freeride/Carving libero 30 min.;
- Defatigamento 10 min.

La giornata è fredda, a tratti nuvolosa ed abbastanza ventosa. Non ispira molto, dunque, ma il mio entusiasmo è tale che indosso le protezioni ed il caschetto in men che non si dica per iniziare il riscaldamento. Se nelle occasioni precedenti avevo raggiunto lo spot con l’auto, questa volta mi sento sicuro a tal punto dal poterlo fare percorrendo una pista ciclabile peraltro piuttosto stretta. Aggiungo che parallelamente alla pista ciclabile è stata realizzata una corsia pedonale in lastricato molto liscio ma sulla sua destra sono presenti “pericolosissimi” lampioni che al momento non mi … ispirano. Magari la prossima volta mi sentirò più sicuro e la percorrerò al posto della pista ciclabile. Per tornare alla cronaca della mia quarta Street SUP session, circa 1 Km mi separa dallo spot stesso e durante il breve tragitto riesco a schivare ciclisti e pedoni senza problemi lungo la pista ciclabile, peraltro realizzata da poco tempo e caratterizzata da un fondo asfaltato semplicemente perfetto, nettamente migliore di quello che caratterizza il mio parcheggio/spot. Raggiunto quest’ultimo, continuo con il riscaldamento e, come nelle session precedenti, opto per un percorso iniziale a circuito. Il traffico di auto nel parcheggio è quasi del tutto assente e ciò, una volta terminato il riscaldamento, mi consente di concentrarmi esclusivamente sulla tecnica. Da subito noto una sicurezza tale che per la prima volta mi sento in grado di passare, con andatura a zig zag, sulla parte centrale del parcheggio, caratterizzata da un canale di scolo dove sono ricavate alcune grate. Il problema è che, a parte le grat, esso presenta per quasi tutta la sua lunghezza zone con uno strato di brecciolino nella peggiore delle ipotesi, terra ed altre impurità nella migliore. E’ in questo caso che traggo vantaggio dalla sinergia assoluta con il SUP Surfing: in effetti attraversare fondi sconnessi mi ricorda il planare in acqua lungo sezioni choppate ed irregolari e proprio per questo l’istinto mi impone di guadagnare velocità e di mantenere una postura addirittura più compatta di quanto non faccia abitualmente. Sì, sinergia è il parolone adatto per descrivere questo legame intimo fra il SUP Surfing e lo Street SUP: ciascuno sport consente di migliorarsi nell’altro. Esaurito il riscaldamento, procedo con la prima parte “tematica” della session, di cui parlo brevemente nel prossimo paragrafo.

 

  • Curve in frontside

Sin dalla prima session non ho avuto particolari problemi con il carving, sia in frontside che in backside. “Carvare” con il Carver Resin è semplicemente entusiasmante! Ciò che intendo migliorare oggi è la mia abilità nel diminuire il “raggio di sterzata” e quindi nel rendere più stretto l’arco percorso nelle curve. Per curve ampie intendo invece incrementare la velocità di andatura, sia con l’ausilio della pagaia che semplicemente “pompando” la tavola. In realtà non c’è molto da dire, nel senso che riesco a gestire velocità e raggio delle curve, anche passando sul canale centrale del parcheggio, senza alcun problema e, cosa ancora più importante, zero cadute. Entrando nel dettaglio tecnico, ecco come procedo:

- Guadagno una buona velocità con la pagaia o, meglio ancora, pompando la tavola con le gambe.
- Volgo lo sguardo all’interno di quella che sarà la curva.
- Assumo una postura estremamente raccolta.
- Inizio a spostare il peso sulle punte dei piedi, continuando a guardare all’interno dell’arco che intendo descrivere con la tavola, come si fa normalmente in surfata. E’ importantissimo notare che il raggio della curva è a questo punto determinato in larga parte, come si farebbe su una SUP Surfboard, dalla pressione del piede posteriore sul kicktail. Inclinare il busto all’interno della curva, mantenendo le gambe estremamente piegate, è un altro fattore che incrementa la radicalità della manovra.
- Durante la curva impugno la pagaia come durante un bottom turn in acqua, cosa che avverto del tutto naturale e quindi, anche in questo caso, l’assoluta similitudine con il SUP Surfing è evidente.
- Concludo la curva, un arco di circonferenza, cercando di mantenere una velocità di uscita soddisfacente. Ovviamente quest’ultima è per definizione inferiore al diminuire del raggio della curva.

Per quanto riguarda gli errori che possono essere eventualmente corretti, a mio avviso essi sono i seguenti:

- Scarsa velocità di entrata che, guarda caso, è uno di quelli più rilevanti che possiamo commettere nel surfare un’onda. Guadagnare velocità dopo il takeoff, soprattutto su onde poco ripide, determina poi la differenza fra (p.es.) un “abbozzo” di Bottom Turn con annesso Cut Back e untop turn che si voglia realmente definire tale e quindi sufficientemente radicale. Se in acqua ciò deve essere fatto con il legs pumping e/o con il rimanere nel terzo superiore della sezione dell’onda, nello Street SUP si può usare anche la pagaia. Questo metodo non è comunque propedeutico per il SUP Surfing, anche se alla lontana potrebbe ricordare il guadagno dell’abbrivio per effettuare un takeoff. Mi sento quindi di raccomandare di pompare la tavola con i piedi. A tal proposito è importante notare che se in acqua possiamo guadagnare velocità semplicemente scalciando la tavola in planata, su una tavola da Surf Skate il pumping viene effettuato spostando rapidamente ed alternativamente il peso dalle punte ai talloni. Più veloci
sono queste inversioni e maggiore è la velocità che si riesce a guadagnare sul breve.
- Non guardare nella direzione della curva iniziandola. Lo sguardo di fatto innesca la sinergia di movimenti della curva.
- Mantenere una postura poco compatta. Non propriamente un errore in quanto si può curvare anche senza far ciò. Se comunque il nostro obiettivo è quello di migliorare in radicalità in acqua, assumere una posizione raccolta è essenziale.
- Caricare troppo il peso sul kicktail. Tutti i SUP Surfer sanno quanto ciò possa potenzialmente “uccidere” un cutback. Vogliamo andare verticali sulla sezione, è vero, ma se ciò porta allo stallo della tavola o si perde l’onda, o essa ci frange addosso o il risultato è quello di un cutback lento e poco radicale.
- Sbilanciarsi posteriormente. Deretanata assicurata. Non è necessario aggiungere altro!

 

  • Curve in backside

Dopo mezzora di carving in frontside passo a quello in backside e non posso fare a meno di notare quanto sia molto più fluido rispetto alle prime tre Street SUP Session. Mi accorgo di ciò dalla velocità di uscita dalle curve, nettamente più elevata che non nelle circostanze precedenti, oltre che dal fatto che essa è ora discreta anche descrivendo archi più stretti. Dal punto di vista tecnico gli step che seguo sono, come nel caso del carving in frontside, essenzialmente gli stessi che adotto in acqua nella surfata in backside e cioè i seguenti:

- Guadagno una buona velocità con la pagaia o, meglio ancora, pompando la tavola.
- Volgo lo sguardo all’interno di quella che sarà la curva, guardando aldilà della spalla sinistra (sono regular).
- Assumo una postura estremamente raccolta.
- Inizio a spostare il peso decisamente sui talloni, continuando a guardare all’interno dell’arco che intendo descrivere con la tavola, come si fa normalmente in surfata. Anche in questo caso, il raggio della curva è a questo punto determinato in larga parte, come si farebbe su una SUP Surfboard, dalla pressione del piede posteriore sul kicktail. Sbilanciarsi con il dorso all’interno della curva, mantenendo le gambe estremamente piegate, è un altro fattore che incrementa la radicalità della manovra.
- In alcune carvate scambio le mani sulla pagaia, come per preparare un roundhouse. E’ questo il mio modo preferito di effettuare backside in acqua. In altri casi non modifico l’impugnatura.
- Concludo la curva, di fatto un arco di circonferenza, cercando di mantenere una velocità di uscita soddisfacente. Ovviamente quest’ultima è per definizione inferiore al diminuire del raggio della curva.

Ovviamente questi step sono molto simili a quanto visto per il frontside carving, così come gli errori, che elenco di seguito:

- Scarsa velocità di entrata.
- Non guardare nella direzione della curva iniziandola.
- Mantenere una postura poco compatta.
- Caricare troppo il peso sul kicktail.
- Sbilanciarsi lateralmente all’interno della curva. Deretanata assicurata. Non è necessario aggiungere altro!

 

  • Tiriamo le somme

Cosa dire, lo Street SUP in particolare ed il Surf Skating in generale mi hanno conquistato sotto tutti i punti di vista. Le similitudini tecniche con il SUP Surfing sono ENORMI – lo scrivo in maiuscolo – ed i benefici derivanti dalla pratica dello Street SUP sono immediatamente percepibili anche in acqua. Non sarei così entusiasta se non dovessi anche aggiungere – a costo di ripetermi – che lo Street SUP è estremamente divertente in quanto tale e che comporta un impegno fisico non indifferente. Mentre sto finendo di scrivere questo articolo, ho messo insieme altre due session in cui ho iniziato ad aggiungere qualche variante, prima fra tutte, scivoli per disabili sui marciapiedi e maggiore uso delle contropendenze. Cosa dire, se prima lo Street SUP era già divertentissimo, adesso è diventato semplicemente irresistibile. Non posso fare a meno di pensare a quelle giornate estive senza vento ed onde, in cui colonie di trichechi/e si riversano sulle spiagge senza un perché, a parte arrostire, lasciare sulla spiaggia di tutto, guardare con invidia, se non proprio con disprezzo chi il Mare lo vive, e potrei continuare … Ecco, in quelle giornate normalmente per allenarmi pagaierei sull’acqua piatta, in alcuni casi confrontandomi con la capitaneria di porto o con qualcuno dei suddetti/e trichechi/e che non gradiscono l’idea, ritenendosi i primi gli sceriffi della situazione ed i/le secondi/e i/le proprietari/e del Mare. Non più! Ho finalmente un’alternativa valida a tutti i livelli: divertimento puro, intensità agonistica ed occasione per migliorarmi. Street SUP & Surfskating ROCK!!! Al solito vi lascio ad un video, ovviamente riferito in questa circostanza alla mia quarta Street SUP sesh.

PS Nella prossima session, che a questo punto sarà la settima, inizierò a provare gli slide. Can’t wait!!!!

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